[ logo della 'Coltelleria Arburesa' ]

- Alcuni coltelli antichi, fra i piu' interessanti della collezione:


 Ossidiana 1) Riproduzione di pugnale primordiale in ossidiana, contornato da acuminate scaglie di o., utilizzate sin dal Neolitico antico per la realizzazione di arnesi da caccia. Analisi fisico-chimiche hanno permesso di accertare che, in tutto il bacino Mediterraneo, le fonti piu' importanti di questa roccia vetrosa fossero :
     l'isola greca di Melos, le Isole Lipari in Sicilia e il Monte Arci in Sardegna, quest'ultimo distante circa 30 Km., in linea d'aria, da Arbus.

(Lunghezza cm 26.0, lama 12.5)



  2) "Gorteddu 'e carru" con relativo fodero in cuoio lavorato con semplici decorazioni e manico fisso in corno di caprone, usato per sfoltire dai rovi gli stradelli di campagna, agevolando cosi' il passaggio "de su carru 'e boi", ma anche per tagliare le radici in superficie mentre si arava. Realizzato ad Arbus nel 1900 circa.

(Lunghezza cm 47.5, lama 34,5)



  3) "Gortededdu Pinta Caccoi". Secondo la tradizione locale in uso sino agli inizi del XX sec., costituiva un "Pegno d'amore" che veniva offerto dai fidanzati alle promesse spose, annunciando loro, in tal modo, l'approssimarsi del giorno delle nozze.
Con questo coltellino le future spose avrebbero cosi' potuto preparare "su caccoi pintau" (pasta dura elegantemente lavorata con motivi floreali) che sarebbe poi servito a decorare la tavola nuziale.
L'esemplare a sinistra, detto "a lama furriada" per la sua affilatura bilaterale, ha il manico in corno di capra, mentre l'altro a destra ha il manico in corno di bue. Ambedue risalgono agli inizi del 1800.

(a sinistra: lunghezza cm 11.0, lama 6.0)
(a destra: lunghezza cm 9.5, lama 5.0)



  4) "Gorteddu 'e pungi". Temibile coltello da scanno a manico fisso in corno di bue, ferrato direttamente alla lama con dei perni. Il fodero e' in cuoio. Databile intorno alla fine del '700, veniva usato per l'uccisione dei maiali.

(Lunghezza cm 30.5, lama 20.0)



  5) "Gorteddu a folla 'e trigu". Coltello a serramanico da scanno, con lama a foglia di grano e manico in corno di montone, usato dal pastore per uccidere animali di piccola stazza, quali capre e pecore. Realizzato ad Arbus nella prima meta' del '900.

(Lunghezza cm 26.0, lama 12.5)



  6) "Gorteddu a folla 'e lau" Coltelli da caccia a serramanico, con lama a foglia di lauro, utilizzati per scuoiare grossi animali. L'esemplare in alto col manico in corno di montone proviene da Arbus, mentre l'altro col manico in caprone proviene da Gonnosfanadiga. Entrambi del 1900 circa.

(in alto: lunghezza cm 29.0, lama 13.0)
(in in basso: lunghezza cm 30.0, lama 16.0)



  7) Pregevole esemplare di coltello da caccia a serramanico, con lama a foglia di lauro (a folla 'e lau), manico in montone ed anelli in ottone. Porta incise le iniziali del coltellinaio Francesco Trudu di Villacidro. Databile intorno al 1950 circa.

(Lunghezza cm 21.5, lama 9.5)



  8) Due esemplari di "Coltello del Minatore", risalenti al 1900 c., con manico in corno di montone ed anelli in ottone. Caratterizzato dalla lama tronca, del tutto privo di punta, era questo il coltello preferito dai minatori che, usandolo nell'oscurita' dei cunicoli, correvano minor rischio di ferirsi. Il suo uso era comunque molto diffuso anche nel mondo agricolo. La sua lama permetteva, infatti, di eseguire tagli diritti e precisi, per cui si prestava bene, ad esempio, per il taglio del sughero o per praticare gli innesti. E' verosimile ritenere che inizialmente fosse prodotto dai coltellinai di Gonnosfanadiga, molti, infatti, sono gli antichi esemplari provenienti da questo paese.

(a sinistra: lunghezza cm 23.0, lama 11.0)
(a destra: lunghezza cm 22.0, lama 10.5)



<--- indietro